• Controlla la tua Pressione Arteriosa.
  • Cambia il tuo stile di vita.
  • Esegui controlli regolari dal tuo medico.

Che cos’ è la Pressione Arteriosa?

La pressione è la quantità di forza esercitata dal sangue contro le pareti dei vasi in cui scorre.

Essa dipende dalla quantità di sangue che il cuore spinge quando pompa e dalle resistenze che si oppongono al suo libero scorrere. Come in un sistema idraulico, dove il liquido scorre con una certa forza nei tubi, così nell’ uomo il liquido-sangue scorre nelle arterie con una certa forza generata dalla pompa-cuore.

  • La fase in cui il cuore si contrae pompando il sangue all’interno del sistema arterioso viene denominata sistole. La pressione generata in questo momento, viene pertanto definita Pressione Arteriosa Sistolica.
  • Durante la fase successiva il ventricolo sinistro si “rilassa” e si riempie di sangue: questa fase è chiamata diastole. Venendo a mancare la spinta del sangue che proviene dal ventricolo sinistro, la pressione arteriosa si riduce: questo valore viene definito Pressione Arteriosa Diastolica.

Cos’ è l’ Ipertensione Arteriosa?

L’aumento eccessivo e persistente della pressione arteriosa è detto “ipertensione arteriosa”.  La pressione di scorrimento del sangue aumenta quando il sistema arterioso si modifica con la riduzione del calibro dei suoi vasi o occorre una maggiore forza pressoria per far circolare il sangue all’ interno delle arterie.

Ma quanto deve essere elevato il valore della pressione per essere considerati ipertesi?

In realtà non esiste un confine netto tra normale e patologico. E’ comunque utile avere dei punti di riferimento e solitamente si dice che una persona è ipertesa se la pressione arteriosa massima è uguale o superiore a 140 mmHg e/o la minima superiore a 90 mmHg. Questi valori si riferiscono alla pressione normalmente presente a riposo e tali valori devono essere confermati con più misurazioni in giorni e momenti diversi. La pressione arteriosa aumenta durante uno sforzo fisico e a causa di fattori emotivi perciò i valori pressori rilevati in condizioni di particolare stress non devono essere considerati.

L’ipertensione solitamente non dà sintomi. Per questo è così pericolosa. Molte persone hanno alti valori di pressione arteriosa per anni senza saperlo. L’unico modo per scoprire se siete ipertesi è controllare regolarmente la pressione arteriosa in modo da intervenire tempestivamente in caso di ipertensione.

Cause

Esistono due tipi di ipertensione arteriosa: una detta “essenziale” e una “secondaria”. Nel primo caso non esistono cause ben definite (90% dei casi) mentre nel secondo la causa è identificabile e, molto spesso, eliminabile. Le malattie che possono provocare aumento della pressione, anche se rare, vengono comunque sempre ricercate dal medico in ogni paziente iperteso.

I meccanismi coinvolti nello sviluppo dell’ ipertensione arteriosa sono:

  • un restringimento delle arterie;
  • un maggiore volume di sangue che circola nelle arterie;
  • un aumento della velocità e del battito cardiaco.

Ma perché è importante diagnosticare precocemente l’ ipertensione arteriosa?

L’ ipertensione arteriosa è il più importante fattore di rischio modificabile per le malattie coronariche, l’ ictus cerebrale, lo scompenso cardiaco e l’ insufficienza renale. A parità di condizioni (età, sesso, colesterolemia, etc.) chi ha la pressione più alta rischia di più rispetto a chi l’ha più bassa e il rischio è tanto maggiore quanto più alta è la pressione. La “quantità” di rischio è però differente da individuo a individuo e dipende dalle caratteristiche personali: presenza di altre malattie (diabete, aver già avuto un infarto o ictus, etc.), fumare o non fumare, avere genitori o fratelli già affetti da malattie cardiovascolari, fare attività sportiva o meno, etc. Il persistere di valori pressori costantemente elevati danneggia le arterie e gli organi interni come il rene, il cuore, il cervello. Inoltre l’ipertensione sottopone il cuore ad un ‘superlavoro’ e comporta delle modifiche cardiache negativo e inoltre porta all’ispessimento a livello dell’endotelio dell’arteria; quando ciò avviene è più facile che grassi e colesterolo si insedino nelle pareti delle arterie, arrivando ad ostruirle.

  • L’aumento della pressione incrementa sempre il rischio di infarto e ictus
  • Il rischio è tanto maggiore quanto più alta è la pressione
  • Il rischio aumenta di molto, a parità di pressione, se vi sono contemporaneamente altri fattori di rischio (fumo, colesterolo elevato, sedentarietà,ecc.).

Cosa devi fare se la tua Pressione è alta?

Se la pressione è uguale o superiore a 140/90 mmHg devi sottoporti ad una visita medica accurata e successive indagini. Il medico valuterà il reale stato ipertensivo e valuterà gli eventuali effetti della pressione elevata sui vari organi.

Stile di vita

E’ importante una sana alimentazione, un regolare esercizio fisico e il mantenimento del giusto peso corporeo.

Numerosi studi mostrano che un’ alimentazione ricca di verdure sia utile, così come la riduzione dell’uso del sale. Si consiglia quindi di consumare regolarmente verdura ai pasti principali, di non aggiungere sale dopo la cottura (salando comunque pochissimo durante la preparazione dei cibi) ed evitare il consumo di prodotti industriali. Grande importanza ha anche l’attività fisica regolare (30 min di camminata a passo veloce per 3-4 giorni alla settimana). Piccoli accorgimenti possono essere utili per incrementare l ‘attività fisica quotidiana come per esempio evitare l’ uso dell’ ascensore e preferire l’ utilizzo delle scale, non utilizzare la macchina per piccoli spostamenti (o parcheggiare lontano dalla meta). La riduzione del peso corporeo può ridurre in modo apprezzabile la pressione arteriosa nei soggetti ipertesi.

I 5 PASSI PER UN CUORE SANO

  • Mangia 5 porzioni di frutta e verdura al giorno
  • Attenzione al consumo di sale e di colesterolo
  • Smetti di fumare e riduci il consumo di alcool
  • Esegui un’ attività fisica regolare
  • Riduci il peso corporeo

Quando è necessario l’ uso dei farmaci?

Se non siamo riusciti a ridurre la pressione sotto i 140 mmHg per la massima ed i 90 mmHg per la minima modificando la nostra alimentazione, calando di peso ed effettuando esercizio fisico, allora sarà necessario l’uso dei farmaci.

Se questa è la regola generale, bisogna però ricordare, che ridurre la pressione è tanto più vantaggioso quanto più alta è la pressione stessa e/o quanto maggiore è il rischio di avere in futuro malattie cardiovascolari. Per questo motivo il medico proporrà più precocemente l’uso di farmaci a chi ha una pressione particolarmente elevata o presenta un alto rischio cardiovascolare.  I farmaci per controllare l’ipertensione funzionano secondo diversi meccanismi, solitamente fanno rilassare le arterie o evitano che il cuore pompi troppo forte. Ricorda che i farmaci devono essere assunti con regolarità.

Il farmaco giusto in base alle tue caratteristiche può riportare i  tuoi valori pressori alla normalità

Esistono diversi tipi di farmaci antipertensivi

Diuretici

Questi farmaci favoriscono l’ eliminazione di acqua e sodio attraverso i reni: aumentando la produzione di urina riducono il volume del liquido circolante nel sistema cardiovascolare con una conseguente diminuzione della Pressione Arteriosa.

Beta-bloccanti

Sono farmaci che inibiscono la trasmissione di certi impulsi nervosi e influenzano la frequenza delle pulsazioni, la forza di contrazione del cuore e il diametro dei vasi sanguigni: meno sangue viene pompato in circolo con riduzione della pressione.

Ace-inibitori

Sono farmaci che bloccano la produzione da parte dell’organismo di una sostanza dotata di un potente effetto costrittivo sui vasi sanguigni. L’inibizione di questa sostanza produce un abbassamento della pressione arteriosa.

Calcio-antagonisti

Il calcio è necessario per la contrazione del cuore e dei vasi sanguigni. Per poter dare inizio ai processi che portano alla contrazione, il calcio deve entrare all’interno delle cellule. I calcio-antagonisti sono farmaci che inibiscono l’ingresso del calcio nelle cellule del cuore e dei vasi sanguigni. Come risultato, i vasi sanguigni si rilasciano e quindi la pressione diminuisce; migliora anche l’ossigenazione e si riduce il carico di lavoro del cuore. 

Sartani

I farmaci di questo gruppo sono gli antiipertensivi di più recente introduzione in commercio. La loro azione è simile a quella degli ACE-inibitori, ma si realizza con un meccanismo diverso: anziché bloccare la sostanza responsabile dell’effetto ipertensivo, ne impediscono l’azione bloccando le strutture specifiche (recettori) su cui questa va ad agire e la pressione così si abbassa. Questo diverso meccanismo, essendo più specifico, comporta una minore frequenza di effetti indesiderati. 

Altri farmaci

Alcuni farmaci (doxazosin, terazosin) agiscono direttamente sulle terminazioni nervose che controllano la muscolatura dei vasi sanguigni provocandone un rilassamento e producendo di conseguenza una riduzione della pressione arteriosa. All’inizio del trattamento possono provocare forti cadute della pressione e vengono perciò somministrati a basse dosi, assunte preferibilmente alla sera prima di coricarsi.

Una volta presa la decisione di iniziare la terapia può essere utile ricordare sempre alcuni punti importanti:

  • non vi è quasi mai fretta di ridurre la pressione
  • i farmaci devono essere assunti con regolarità, agli orari indicati dal medico
  • in caso di dubbi o di problemi concordare con il medico cosa fare
  • mettere in preventivo la possibilità di dovere cambiare farmaco o modificarne il dosaggio o di doverne aggiungere altri
  • Segui attentamente le indicazione fornite dal tuo medico
  • Assumi regolarmente i farmaci
  • Anche se assumi farmaci per controllare la Pressione Arteriosa segui comunque le regole per un corretto stile di vita

Domande e preoccupazioni

L’ inizio della terapia è sempre un momento delicato per il paziente: per la prima volta nella vita ci si può sentire “malati”, il farmaco può essere visto come un peso da sopportare per sempre, si può aver timore di effetti collaterali delle medicine, ecc.

Dovrò prendere le medicine per tutta la vita?

Una delle domanda più frequenti è: ma dovrò proprio prendere medicine per tutta la vita? La risposta è: tranne poche eccezioni, sì. Questo però non vuol certo dire che si diventa “dipendenti” dai farmaci, ma semplicemente che, se si interrompono, la pressione tornerà ad essere elevata e, quindi, si correranno nuovamente maggiori rischi di infarto miocardico ed ictus. Per molti la prospettiva di assumere quotidianamente farmaci viene considerata come la prova di essere “ammalati cronici”. Sicuramente è meglio non essere ipertesi, ma la pressione alta deve essere vista più come un “fattore di rischio” che come una malattia.

Le medicine alla lunga possono essere dannose?

Un altro frequente dubbio è quello che le medicine, alla lunga, possono essere dannose. Tutte le “famiglie” di farmaci usati per abbassare la pressione sono sicuri e studiati per essere assunti per periodi lunghissimi; è naturalmente possibile che si possa manifestare qualche effetto collaterale, ma in questi casi il medico, dopo aver valutato il tipo di reazione, potrà sospendere quel tipo di farmaco ed introdurne un’ altro. Molto spesso poi, i disturbi che si avvertono all’ inizio della terapia dipendono solo da un abbassamento troppo rapido della pressione. Per evitare questo è importante iniziare la terapia ipotensivante  con una dose bassa da incrementare successivamente con gradualità. In ogni caso i controlli periodici consentono di evidenziare tempestivamente eventuali problemi e di porvi rimedio. Non raramente il medico sostituisce i farmaci inizialmente prescritti o, comunque, modifica la terapia. Questi cambiamenti possono generare dubbi e perplessità, ma sono un aspetto assolutamente normale del trattamento dell’ipertensione arteriosa. Eccone i motivi: a) non tutti rispondono allo stesso modo al medesimo farmaco per cui, in un piccolo numero di casi, il farmaco inizialmente scelto dovrà essere sostituito perché poco efficace b) se la pressione è piuttosto elevata il controllo può essere possibile solo con l’uso contemporaneo di due o più farmaci c) con l’andare del tempo la pressione tende ad aumentare e, per mantenerla al livello desiderato, può essere necessario modificare la terapia.

Quali sono gli obiettivi che ci si pone con la terapia?

In generale l’ obiettivo è di ottenere valori pressori al di  sotto di 140/90 mmHg, sia pur con particolari cautele nei soggetti anziani, ma in caso di rischio particolarmente elevato i valori possono essere anche inferiori; ad esempio, per chi soffre di diabete e/o d’insufficienza renale l’obiettivo è un valore inferiore a 130/80 mmHg. Non sempre è semplice ridurre a tal punto la pressione e, in alcuni casi, ciò non è neppure possibile. In queste situazioni saranno il paziente ed il medico, in base alla personale situazione di rischio, a decidere insieme fino a che punto aumentare gli sforzi sia con i farmaci sia con le modifiche dello stile di vita.

Quali controlli devo effettuare periodicamente?

Alla diagnosi di ipertensione è importante che il medico esegua una corretta e accurata anamnesi del paziente per verificare la presenza di concomitanti malattie (es. diabete, dislipidemie) o fattori di rischio (es. fumo, alcool, obesità); in seguito  effettuerà una visita e richiederà i primi accertamenti. In questo modo si valuta la possibilità che l’ipertensione derivi dalla presenza di altre malattie (ipertensione secondaria; il rischio cardiovascolare personale, la presenza di altre malattie che possano far preferire un farmaco antipertensivo ad un altro. In base a questi elementi sarà possibile decidere come affrontare il problema. Successivamente si

dovranno effettuare periodicamente controlli dal medico, esami del sangue e dell’urina e l’elettrocardiogramma. La frequenza dei controlli dipenderà dal livello di pressione ottenuto, dal tipo di farmaco utilizzato, dalla presenza di eventuali altre malattie, etc. In altre parole, i controlli saranno individualizzati e indicati volta per volta dal medico.

Ma con quale frequenza devo misurare la Pressione?

Se i valori sono stabili e perfettamente controllati da molto tempo, è possibile controllare la pressione arteriosa anche ogni 4-6 mesi. Viceversa, se il controllo è insoddisfacente, e/o vi sono modifiche della terapia bisognerà misurarla dopo poche settimane. Come sempre la cosa migliore è concordare l’intervallo delle misurazioni con il medico, ricordando che la pressione non va misurata solo “perché sono già qui”.

Consigli per una corretta misurazione della Pressione Arteriosa

Misurare la pressione non è mai un atto banale. Il controllo deve sempre essere effettuato in modo corretto e richiede quindi tempo ed attenzione da parte del medico e del paziente.

Vari fattori possono influenzare i valori pressori infatti la pressione si modifica a seconda delle attività (sforzo, riposo, sonno), in base alla situazione psicologica (ansia, stress, etc.) e in base alla situazione ambientale (troppo caldo, troppo freddo, etc.). La pressione è anche influenzata dall’aver pranzato abbondantemente da poco, dall’assunzione di numerosi caffè, dall’aver appena fumato, etc. Per tutti questi motivi, se desideriamo una misurazione attendibile e quindi veramente utile, bisogna essere calmi, rilassati, non affaticati, non aver appena fumato, etc. Per avere una misurazione tecnicamente buona, inoltre, è necessario che il braccio sia libero e non stretto da indumenti e posto all’altezza del cuore.

Come si misura la Pressione Arteriosa a domicilio?

  1. Misura la PA in un ambiente tranquillo
  2. Rimani a riposo per almeno 5 minuti prima della misurazione
  3. Evita di parlare prima e durante la misurazione
  4. Non accavallare le gambe
  5. Posiziona il braccio all’altezza del cuore e utilizza un supporto per il braccio
  6. Ripeti la misurazione a distanza di 1-2 minuti di tempo

Usa un apparecchio affidabile e sicuro nel tempo

Esistono 4 tipi di apparecchi attualmente in vendita per la misurazione della Pressione Arteriosa:

  • gli apparecchi anaeroidi: sono piuttosto instabili nel tempo e devono essere calibrati periodicamente (almeno ogni 6 mesi), essi richiedono l’ uso di uno stetoscopio la cui campana o diaframma dev’ essere applicato a livello della piega del gomito, sopra l ‘ arteria omerale. Per l’ utilizzo richiedono un addestramento, sono perciò difficili da usare.
  • gli apparecchi automatici o elettronici: misurano la pressione al braccio (tecnica oscillometrica e uso di trasduttori elettronici stabili). E’ il metodo di prima scelta per la misurazione a domicilio, comodo, facile da utilizzare (anche da soli) e preciso, purchè l’ apparecchio scelto sia validato e calibrato regolarmente (almeno ogni 12 mesi) e purchè il paziente non abbia frequenti aritmie cardiache (per esempio la fibrillazione atriale). Hanno una utile memoria dei dati pressori. I valori pressori sono espressi come cifre precise su di un display e quindi non c’ è possibilità di arrotondamento.
  • gli apparecchi automatici che misurano la Pressione Arteriosa al polso: sono poco affidabili ( il polso va tenuto rigorosamente all’ altezza del cuore senza fare sforzi, contrarre i muscoli o piegare il gomito, sono di solito apparecchi applicabili solo al polso sinistro) e sono sconsigliati.
  • gli apparecchi “ibridi”: sono in grado di misurare la Pressione Arteriosa al braccio mediante il classico metodo auscultatorio (o microfonico) sia mediante la tecnica oscillometrica. Si possono utilizzare anche in caso di frequenti aritmie cardiache. I valori pressori rilevati sono espressi come cifre precise su un display e quindi non c’ è possibilità di arrotondamento.

L’ affidabilità degli apparecchi automatici o ibridi che misurano la pressione arteriosa al braccio è molto variabile e deve essere stata dimostrata non solo basandosi sulle affermazioni dei produttori o dei negozianti che li vendono, ma attraverso una certificazione di sicurezza e precisione emessa da organismi indipendenti di controllo delle apparecchiature mediche sulla base di protocolli di validazione internazionalmente concordati. Solo pochi apparecchi messi in commercio risultano precisi e affidabili.

Come fai a sapere se l’ apparecchio automatico che vuoi comprare è validato?

Il mercato degli apparecchi per misurare la pressione è in continua evoluzione di conseguenza ogni elenco scritto viene presto superato.  Pertanto queste informazioni le puoi ottenere in forma continuamente aggiornata sui seguenti siti:

http://www.pressionearteriosa.net

http://www.dableducational.org

http://www.hypp.ac.uk/bhs/bp_monitors/automatic.htm

Come misurare la Pressione Arteriosa con gli apparecchi anaeroidi?

  • Palpa la pulsazione dell’arteria al polso. Gonfia il bracciale rapidamente finché non scompare la pulsazione al polso e gonfia ancora di più, per altri 30 mmHg.
  • Metti lo stetoscopio sopra la piega del gomito (a livello dell’ arteria omerale), senza toccare i vestiti, il bracciale o i tubi di gomma (per evitare rumori da frizione).
  • Sgonfia il bracciale ad una velocità di circa 2-3 mmHg per ogni secondo. Guarda la lancetta del manometro.

La pressione sistolica (o massima) è la pressione visualizzata dalla posizione della lancetta del manometro alla quale inizi a sentire i toni cardiaci con lo stetoscopio. La pressione diastolica ( o minima) è quella alla quale smetti di sentire i toni cardiaci con lo stetoscopio.

  • Una volta scomparsi i toni sgonfia rapidamente del tutto il manicotto e annota subito sul tuo diario pressorio i valori misurati.
  • Ripeti la misurazione dopo almeno 1-2 min.

Come misurare la Pressione Arteriosa con gli apparecchi automatici?

Con gli apparecchi automatici (oscillometrici) basta premere un pulsante e il bracciale si gonfia e si sgonfia da solo, fornendo i valori pressori e la frequenza cardiaca. Il bracciale va posizionato secondo le istruzioni, mettendo l’apposito indicatore (freccia, tratto di diverso colore sul bordo inferiore del bracciale) sulla sede dell’ arteria omerale alla piega del gomito.

Ma quante volte bisogna provare la Pressione Arteriosa?

Se non sei in trattamento con i farmaci anti-ipertensivi: fai 2 misurazioni a distanza di almeno 1-2 minuti al mattino ( dalle 6 alle 9, prima di colazione) e 2 misurazioni alla sera (dalle 18 alle 21, prima di cena), durante la settimana che precede la visita dal tuo Medico di Medicina Generale. Elimina i valori del primo giorno e poi fai la media dei valori ottenuti gli altri giorni.

Se sei all’ inizio del trattamento con farmaci anti-ipertensivi: fai 2 misurazioni al mattino (prima dell’assunzione dei farmaci) e 2 misurazioni alla sera (dalle 18 alle 21) durante la settimana che precede la visita dal tuo Medico.

Una volta stabilizzata la pressione arteriosa con la terapia per controllarla nel tempo basta eseguire 2 misurazioni della pressione una volta alla settimana; ma prima di una visita medica di controllo è opportuno misurarla di nuovo per 7 giorni lavorativi consecutivi con 2 misurazioni al mattino e 2 misurazioni alla sera.

Le misurazioni effettuate in singole occasioni possono fornire valori pressori piuttosto alti o bassi  e non sono rappresentative della pressione arteriosa abituale.

E’ importante che la misurazione della pressione arteriosa non divenga un’ossessione: misurare la pressione deve servire a stare meglio non a diventare ansiosi o dipendenti psicologicamente!

Giornata di misurazione

Data

Valore della pressione arteriosa in mmHg

Mattino

Sera

Ma quali sono i valori di Pressione Arteriosa allarmanti a domicilio?

Valori di Pressione Arteriosa maggiori di 135 mmHG per la pressione sistolica (o massima) e/o maggiori di 85 mmHg per la diastolica (o minima) possono essere considerati elevati e compatibili con una diagnosi di Ipertensione Arteriosa. Ciò non significa che bisogna iniziare subito una terapia farmacologica. Avvisa comunque il tuo medico.

Cosa fare in caso di aumento improvviso della pressione?

Non è raro che, in presenza di disturbi quali mal di testa, senso di capogiro, malessere, etc, si decida di misurare la pressione. In questi casi è possibile riscontrare valori più alti (anche molto più alti) di quelli usuali. La prima cosa da fare è non spaventarsi e ricordarsi che il danno provocato dall’ipertensione si sviluppa nel corso del tempo e non immediatamente. La seconda cosa da fare è ricordare anche che la pressione può alzarsi (è una normale reazione) in seguito a stimoli intensi di varia natura (dolore, ansia, paura, etc.) e che, quindi, è possibile che la pressione sia più elevata perché stiamo poco bene o piuttosto che stiamo poco bene perché la pressione è alta. Esistono però delle eccezioni: se la pressione supera i 200-220 mmHg di massima e/o i 120-130 mmHg di minima in più misurazioni ravvicinate sarà opportuno consultare rapidamente un medico. Il ricorso al Pronto Soccorso o al 118 è indicato se l’aumento della pressione è accompagnato anche da problemi neurologici (difficoltà di parola, debolezza di un braccio e/o di una gamba, ecc.), da improvvisa importante mancanza di respiro, da dolore al torace, allo “stomaco” o al collo. Fortunatamente queste situazioni sono rare e, nella grande maggioranza dei casi, l’aumento della pressione non comporta pericoli immediati. Per questo motivo, con le eccezioni sopra riportate, non è utile recarsi al Pronto Soccorso, ma è sufficiente ricontrollare i valori in un momento di calma e consultare poi il proprio medico.

Se la tua pressione supera i 200-220 mmHg di massima e/o i 120/130 mmHg di minima in più misurazioni ravvicinate consulta rapidamente un medico!

Gli errori da evitare

I seguenti errori contribuiscono in modo rilevante al fatto che il 65% degli ipertesi non raggiunge i valori di pressione consigliati. Se avete dubbi non esitate a consultarvi con il medico, senza temere d’importunarlo o, addirittura, di sembrare sciocchi o ridicoli. Per chi vi assiste è fondamentale un dialogo chiaro e diretto, unico modo per poter seguire al meglio una terapia destinata a durare tutta la vita.

Prima di intraprendere la terapia farmacologica valuta l’ utilità dell’ attività fisica regolare e della riduzione del peso corporeo. Ricorrere ai farmaci è sicuramente utile e, spesso, indispensabile, ma è veramente un peccato non sfruttare i vantaggi (notevoli) offerti da un poco di moto e da piccoli sacrifici a tavola.

Per chi assume farmaci gli errori possono essere molti; ecco i più comuni:

  • non attendere il tempo necessario per valutare l’efficacia del farmaco (in media 4-6 settimane),
  • sospendere o ridurre autonomamente (senza consultare il medico) i farmaci quando la pressione si è abbassata,
  • accontentarsi di una riduzione della pressione che comporta comunque valori superiori a quelli consigliati dal medico,
  • assumere i farmaci in modo irregolare,
  • assumere farmaci “al bisogno”: è bassa, tolgo una pastiglia; è alta aggiungo una pastiglia, ecc.,
  • sospendere la terapia antipertensiva quando si assumono altri farmaci (es. antibiotici per una bronchite): eventuali cambiamenti vanno decisi insieme al medico,
  • sospendere o ridurre la terapia quando si è in vacanza (alcuni lo fanno al mare, altri in montagna, ma i motivi rimangono comunque misteriosi),
  • controllare la pressione in continuazione o, al contrario, saltare i controlli proposti dal medico.
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