L’occhio umano è un sistema di lenti composto di varie parti:

  • Cornea: La finestra trasparente della sfera oculare
  • Umore acqueo: Il fluido contenuto nella camera anteriore
  • Il cristallino: La lente dentro l’occhio che permette la messa a fuoco
  • La pupilla: La scura apertura circolare al centro dell’iride dell’occhio che permette alla luce di entrarvi
  • Umore vitreo: Il fluido trasparente che riempie la camera vitrea nella parte posteriore dell’occhio
  • Retina: Una membrana foto-sensibile posizionata nella parte posteriore dell’occhio che contiene coni e bastoncelli, la quale riceve segnali sull’immagini dal cristallino invia le informazioni alla corteccia visiva attraverso il nervo ottico

I più comuni difetti della vista sono: la miopia, l’ipermetropia, l’astigmatismo e la presbiopia.

Miopia

La miopia è una condizione caratterizzata da una difficoltà nella visione da lontano. E’ causata da:

  • bulbo oculare più lungo del normale.
  • curvatura della cornea o del cristallino maggiore della norma.
  • aumento del potere refrattivo del cristallino

La miopia si misura in diottrie, maggiore è il difetto visivo maggiori saranno le diottrie di miopia. Si distingue in lieve (fino a 3 diottrie), media (da 3 a 6 diottrie), elevata (oltre le 6 diottrie

La maggior parte dei casi di miopia sono determinati dalla presenza di un bulbo oculare più lungo del normale, il che determina che l’immagine invece di formarsi sul piano della retina si forma davanti ad essa.

La miopia si corregge con l’utilizzo di lenti divergenti (occhiali o lenti a contatto) che correggono i fuoco facendo si che cada sul piano della retina.

 

Nei casi di miopia elevata la visione corretta da occhiali risulta deformata e l’immagine rimpicciolita nella parte periferica del campo visivo. Questo non accade quando si utilizzano lenti a contatto, il cui impiego deve essere valutato preventivamente da un oculista.

Esistono diverse tipologie di interventi che impiegano la tecnologia laser con l’obiettivo di correggere, con modalità diverse, il difetto oculare che impedisce la formazione dell’immagine sul piano retinico. L’intervento ha migliori risultati per miopia lieve o moderata, l’opportunità dell’intervento deve essere valutata dal chirurgo oftalmologo in quanto dipende da molte variabili: età, grado di miopia, concomitanza di altre patologie oculari, spessore corneale, ma anche dalle esigenze della persona miope.

Astigmatismo

L’Astigmatismo è caratterizzato da una scarsa nitidezza visiva sia nella visione da vicino che da lontano.  E’ causato dalla deformità della superficie dell’occhio (cornea) o delle strutture interne al bulbo oculare. Si può associare ad altri disturbi della vista quali miopia, ipermetropia e presbiopia.

Esistono diversi tipi di astigmatismo, l’importante è sapere che questa condizione comporta uno sforzo nella messa a fuoco (accomodazione) degli oggetti, pertanto i sintomi sono la conseguenza della difficoltà dell’occhio di ottenere una visione corretta. Le persone affette da astigmatismo (soprattutto nelle forme più lievi) dopo un prolungato sforzo visivo “da vicino” lamentano  dolori ai bulbi oculari, all’arcata ciliare, affaticamento oculare, mal di testa, bruciore agli occhi e lacrimazione eccessiva.

  

La diagnosi di astigmatismo viene effettuata mediante una visita oculistica, in alcuni casi può essere necessaria l’esecuzione di un esame computerizzato della superficie corneale (topografia corneale) per diagnosticare la tipologia di astigmatismo.

La correzione dell’astigmatismo viene effettuata mediante lenti cilindriche o toriche. Come per la miopia anche per l’astigmatismo l’utilizzo delle lenti a contatto permette una qualità di visione migliore. Esistono tecniche di chirurgia laser mirate a correggere l’astigmatismo. La tipologia di intervento dipende dall’età e dalla concomitanza di altre patologie visive, l’indicazione e il tipo di intervento vanno attentamente valutate da un oculista.

Ipermetropia

L’ipermetropia è un difetto visivo caratterizzato dalla formazione dell’immagine dietro il piano retinico, che può restare asintomatico per molto tempo. Il difetto si realizza generalmente in soggetti con bulbo oculare “corto”, anche se altre possono essere le cause. Si misura in diottrie, maggiore è il difetto maggiori sono le diottrie.

Questo disturbo del visus può manifestarsi con l’età avanzata, quando le capacità correttive dell’occhio vengono meno, allora compaiono sintomi di affaticamento visivo: cefalea, dolore ai bulbi oculari, sensazione di occhio secco, soprattutto durante la lettura, ma anche nella visione da lontano.

Quando l’ipermetropia si manifesta in alcune fasi dello sviluppo può dare luogo all’ambliopia (occhio pigro), con tendenza allo strabismo.

L’ipermetropia si corregge mediante l’uso di lenti (occhiali o lenti a contatto) o tramite la chirurgia laser, si può intervenire su questo tipo di difetto anche nell’ambito di un intervento di cataratta.

Presbiopia

La presbiopia è un difetto della vista caratterizzato dalla difficoltà di accomodazione (messa a fuoco) nella visione da vicino. È la diretta conseguenza della perdita di elasticità del cristallino, processo involutivo dovuto all’invecchiamento della lente.

Si manifesta dopo i 40 anni e ha un andamento progressivo che costringe le persone affette alla sostituzione delle lenti ogni 4-5 anni.

La presbiopia si corregge con l’uso di lenti monofocali, bifocali o multifocali (occhiali). La differenza tra questi tipi di lenti è la seguente, la lente monofocale permette la visione ad una sola distanza, la lente bifocale permette una visione da lontano e da una distanza ravvicinata (lunette), mentre le multifocali permettono di vedere bene a più distanze. Inoltre il difetto può essere corretto con l’impiego di chirurgia laser, o tramite l’impianto di lenti intraoculari durante l’intervento di cataratta. L’indicazione alla chirurgia va attentamente valutata da un oculista.

Ambliopia

L’ambliopia è un deficit visivo dell’età pediatrica causato da una ridotta o assente funzione visiva di un occhio. La conseguenza è che la corteccia cerebrale elimina le informazioni provenienti dall’occhio “malato” non riuscendo a sovrapporle con quelle provenienti dall’occhio sano, determinando un deficit visivo permanente.

Le cause delle mal funzionamento dell’occhio possono essere congenite (cataratta congenita, strabismo) o acquisite (deficit del visus non corretti quali astigmatismo, miopia).

Il trattamento dipende dalla causa, prima si agisce rimuovendo le patologie che riducono l’attività dell’occhio, successivamente si procede al bendaggio dell’occhio “dominante” per stimolare la funzionalità dell’occhio “pigro”.

È molto importante correggere questo difetto in quanto se persiste comporterebbe la perdita della capacità visiva di uno o entrambi gli occhi. La perdita della funzionalità di un occhio impedisce la visione binoculare che permette la percezione visiva della profondità.

Il modo migliore per evitare le conseguenze dell’ambliopia è sottoporre il bambino a visita medica oculistica già in età pediatrica in modo da favorire una diagnosi precoce.

Miodesopsie

Anche dette “mosche volanti”, le miodesospsie sono disturbi caratterizzati dalla visione di corpi mobili nel campo visivo. Il fenomeno è causato dalla degenerazione del corpo vitreo (sostanza gelatinosa che occupa lo spazio tra la retina e il cristallino) le cui fibre in seguito a parziale liquefazione si distaccano rimanendo in sospensione. La degenerazione può comportarne progressivamente un distacco del vitreo, che può accentuare la visione dei corpi mobili e causare danni alla retina. Questo disturbo della vista non deve allarmare ma è necessario eseguire un esame del fondo dell’occhio per valutare lo stato della retina ed escludere eventuale distacco del vitreo.

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