La cefalea è un sintomo che colpisce circa il 20-40% della popolazione.

Le cefalee vengono distinte in primarie e secondarie:

  • Cefalee primarie: non causate da altre malattie (cefalea tensiva, a grappolo, emicrania)
  • Cefalee secondarie: causate da altre patologie (da trauma cranico e/o cervicale, da patologie vascolari endocraniche o cervicali, da patologie intracraniche non vascolari, da cause sistemiche: infettive, metaboliche, da patologie delle strutture extracraniche).
    La gran parte delle cefalee sono primarie, cioè non sono la conseguenze di altre patologie.
    La forma più comune di cefalea è la muscolo-tensiva che rappresenta il 50% di tutte le cefalee primarie e colpisce sia le donne che gli uomini con rapporto 1:1.
    L’emicrania rappresenta un’altra causa molti di comune di cefalea, costituisce il 30% di tutte le forme primarie e colpisce principalmente le donne con un rapporto donne/uomini di 3 a 1. La restante percentuale è rappresentata da altri tipi di cefalea meno frequenti come la cefalea a grappolo.
Cefalea Muscolo-tensiva

Le caratteristiche della cefalea tensiva sono: dolore lieve-moderato bilaterale, localizzato alle tempie o alla fronte che può coinvolgere anche la zona occipitale. In genere non è scatenata dall’attività giornaliera ma in alcuni casi può avere dei fattori scatenanti: stress, cattive posizioni della colonna cervicale mantenute per tempi lunghi, fumo, alcolici.

Si tratta di una forma di cefalea che può durare da ore a giorni, presentarsi in maniera episodica o frequente. Non si associa mai a sintomi neurologici quali: disturbi della sensibilità (es. formicolìo, perdita di sensibilità), disturbi motori (es. perdita della motilità, movimenti involontari), del linguaggio o della vista (es. visione di lampi o mosche nel campo visivo).

È una forma di cefalea benigna, che può essere prevenuta con uno stile di vita sano in particolare evitando eccessi alimentari ed effettuando regolarmente attività fisica leggera e rilassante come pilates e yoga. Anche il sonno è molto importante in quanto il paziente affetto da cefalea risente sia della privazione che dell’eccesso di sonno che immancabilmente scatenano la cefalea. La terapia farmacologica si avvale principalmente di farmaci analgesici che devono essere opportunamente valutati dal medico curante.

Emicrania

L’emicrania è la seconda forma di cefalea benigna per diffusione, colpisce circa l’11-12% della popolazione adulta con una prevalenza superiore nelle donne rispetto agli uomini.

Il dolore tipico dell’Emicrania è moderato-grave, pulsante, più frequentemente colpisce un solo lato della testa ma può essere bilaterale. Il paziente affetto da emicrania può sperimentare attacchi della durata di 4-72 h quando non assume farmaci. Gli attacchi di emicrania possono essere scatenati dall’attività quotidiana, dall’attività fisica, dallo stress o dai profumi. Nelle donne in età fertile può comparire in concomitanza con un periodo del ciclo mestruale o dall’insieme di più fattori. Spesso l’Emicrania si accompagna a nausea, vomito, ipersensibilità alla luce ed ai suoni (foto-fonofobia).

In generale il soggetto emicranico risente dei cambiamenti degli stili di vita in termini di eccessi nell’alimentazione compresa l’assunzione di bevande alcoliche o eccitanti,  alterazioni del ritmo sonno-veglia e stress psico-fisico.

Viene comunemente distinta in Emicrania con e senza aura.

L’emicrania con aura è preceduta da sintomi neurologici che si sviluppano in 5’-20’ ed hanno una durata variabile fino a 60’ . Sono sintomi di tipo visivo, sensitivo, del linguaggio o motori.

I sintomi visivi sono generalmente: comparsa di lampi scintillanti o della tipica aura rappresentata da linee curve luminose a zig zag che invadono il campo visivo fino ad impedire quasi completamente la vista. Possono comparire anche sintomi “negativi” quali riduzione del campo visivo senza scintilii. Infine si possono manifestare disturbi della sensibilità quali formicolii o perdita della sensibilità del volto o delle braccia, motori (perdita della motilità della metà del corpo) o del linguaggio (incapacità all’eloquio=afasia).

La terapia si avvale di rimedi non farmacologici e farmacologici. Una volta formulata la diagnosi di Emicrania il paziente deve essere invitato a condurre uno stile di vita sano e regolare in termini di alimentazione, ritmo sonno-veglia ed attività fisica. Mantenere un equilibrio psico-fisico adeguato concorre fortemente a ridurre la frequenza degli attacchi di emicrania.

La terapia farmacologica può essere impostata con farmaci da assumere in caso di attacco (al bisogno), oppure in alcuni casi può essere necessario fare un trattamento preventivo che prevede l’assunzione giornaliero di un farmaco anche in assenza di cefalea. Anche in quest’ultimo caso può essere necessaria una terapia d’attacco in caso di episodio di Emicrania.

Cefalea a grappolo

La cefalea a grappolo è una forma di cefalea meno frequente rispetto alla tensiva ed all’Emicrania, ma non meno invalidante. Colpisce principalmente gli uomini di età compresa tra i 20 ed i 40 anni.

Le caratteristiche di questo tipo di cefalea sono le seguenti: comparsa di dolore grave di tipo trafittivo che colpisce la zona perioculare e la tempia dello stesso lato. In genere colpisce sempre lo stesso lato, il dolore si accompagna a lacrimazione, occhio rosso, scolo nasale ed ostruzione della narice dello stesso lato. Vi sono inoltre sudorazione, gonfiore delle palpebre del lato colpito insieme ad un abbassamento della palpebra superiore (ptosi) e modifiche delle dimensioni della pupilla. L’attacco ha una durata che può variare dai 45’ai 90’, compare tipicamente la notte una o due ore dopo l’addormentamento e può comparire più volte durante le 24h. Altri sintomi che accompagnano questo tipo di cefalea possono essere nausea, vomito ed intolleranza a luce e suoni.

La frequenza con cui si manifesta è variabile, la forma più frequente è quella episodica in cui passa anche un anno tra un attacco e l’altro. Esiste una forma cronica in cui gli attacchi possono verificarsi a distanza di ore, o comunque non trascorre mai più di un mese tra un attacco e l’altro.

Il trattamento è esclusivamente farmacologico e si basa sull’assunzione giornaliera di farmaci per la profilassi degli attacchi e sul trattamento delle acuzie.

In alcuni casi è opportuno rivolgersi al proprio medico.

Primo episodio: quando il paziente che non soffre abitualmente viene colpito da un attacco di cefalea improvviso, estremamente intenso (la cefalea peggiore della vita) la cui intensità aumenta nel giro di pochi secondi. Quando al dolore si associano sintomi neurologici come deficit del movimento, della sensibilità, del linguaggio o della vista.

Nel paziente affetto da cefalea: quando c’è una modifica degli attacchi di cefalea in termini di durata, di tipo e di intensità di dolore e dei fattori che lo provocano.
In ogni caso il paziente deve rivolgersi ad un medico quando la cefalea compare dopo un trauma cranico, convulsioni o se il primo episodio si manifesta dopo i 50 anni di età.

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