L’allergia è un meccanismo di difesa che mette in atto il nostro sistema immunitario nel tentativo di rimuovere sostanze (allergeni) ritenute dannose.

Molte persone ritengono di avere allergie alimentari in quanto hanno reazioni negative quando assumono determinati alimenti. Attualmente la prevalenza di allergia tra le persone adulte è circa del 2%, più elevata nei bambini (dal 3% al 7%).

Tutti gli alimenti possono essere responsabili di allergia, ma è noto che il 90% dei casi di allergia è dovuto nell’adulto a: arachidi, noce, pesce, crostacei e nel bambino a uovo, latte, arachide, soia, grano, pesce.

Quando un soggetto è affetto da allergia ad un dato alimento l’ingestione di questo alimento determina la comparsa di sintomi gastrointestinali, respiratori, cutanei o l’anafilassi.

Sintomi gastrointestinali
  • Anafilassi gastrointestinale: (ad insorgenza rapida dopo assunzione dell’alimento) Nausea- vomito, dolori addominali, diarrea. Possono associarsi a sintomi cutanei.
  • Sindrome enterocolica: (insorge 1-3 ore dall’assunzione dell’alimento) vomito ripetuto che può portare alla disidratazione
  • Enteropatia allergica (nel bambino). Si manifesta con vomito e diarrea ripetuti. Si tratta di una condizione in cui l’intestino non assimila gli alimenti per cui ci sarà uno scarso accrescimento del bambino.
  • Malattia da reflusso gastroesofageo: nausea che insorge dopo i pasti, dolore e bruciore epigastrico.
  • Stitichezza
Sintomi respiratori
  • Asma e rinocongiuntivite
Sintomi cutanei
  • Orticaria ed angioedema: comparsa di chiazze rosse e molto pruriginose in diverse parti del corpo. Si possono associare ad angioedema: gonfiore del labbro e della bocca.
Anafilassi
  • si sviluppa entro pochi minuti dall’assunzione dell’alimento ed è una reazione allergica molto grave che coinvolge le vie respiratorie e l’apparato cardiocircolatorio. Se non trattato in tempo può portare alla morte.
Diagnosi

Per formulare diagnosi di Allergia Alimentare bisogna sottoporsi ad una visita medica in quanto è necessario che venga fatta un’adeguata anamnesi e sulla base di questa, che venga impostato un percorso diagnostico appropriato.

Esistono test allergologici in vivo ed in vitro. I test in vivo comprendono i test cutanei, i test di eliminazione, i test di tolleranza ed i test di provocazione; quelli in vitro il dosaggio delle IgE specifiche, la ricerca di anticorpi precipitanti, il dosaggio dell’ECP

Test in vivo
Test cutanei:
  • Skin Prick test: che consiste nell’applicare sottocute per mezzo di un ago un estratto contenente l’allergene sospetto. Talvolta viene eseguito con la tecnica Prick by Prick, immergendo l’ago in alimenti freschi. Quando c’è una positività il risultato è visibile in 15’-20’ e consiste nella comparsa di un pomfo nella sede di inoculazione.
  • Dieta ad eliminazione: consiste nell’eliminazione di un alimento o di una combinazione di alimenti per un periodo di circa due settimane con un attento monitoraggio dei sintomi. Se i sintomi scompaiono si procede alla reintroduzione graduale dei cibi. In questo modo si può individuare il /i cibi che causano la reazione allergica
  • Test di provocazione: consiste nella somministrazione per bocca dell’alimento sospetto, in dosi crescenti. Solitamente viene effettuato in ambiente ospedaliero
Test in vitro:
  • Esecuzione del test RAST: è un esame di secondo livello che viene eseguito solo quando non è possibile effettuare test cutanei o sospendere la terapia a base di cortisonici ed antistaminici. Quasi mai porta ad una diagnosi se eseguito da solo. Si tratta della ricerca di Immunoglobuline specifiche che un soggetto allergico produce verso un determinato allergene.

La terapia consiste nel non assumere il cibo o i cibi a cui si è allergici, talvolta non si tratta di un singolo alimento ma di un elemento (coloranti, conservanti) che viene aggiunto agli alimenti. In questo caso bisognerà fare molta attenzione ad evitare tutti i cibi che lo contengono leggendo bene l’etichetta.

In caso di anamnesi di shock anafilattico il medico può ritenere opportuno prescrivere al soggetto allergico l’adrenalina termostabile, cioè un tipo di formulazione che resta attiva anche a temperatura ambiente. In questo caso il paziente verrà adeguatamente formato per l’utilizzo del dispositivo salva vita.

Le intolleranze alimentari

Intolleranza alimentare è un termine generico utilizzato per definire la comparsa di sintomi negativi dopo l’assunzione di un alimento. A differenza dell’allergia in questo caso non è il sistema immunitario ad essere coinvolto, per cui non tutti gli effetti negativi da alimenti sono allergie.

L’intolleranza al lattosio ed al glutine sono quelle più diffuse.

Intolleranza al lattosio (1)

È una condizione causata dal deficit dell’enzima intestinale che “scompone” il lattosio e ne permette l’assorbimento.

I sintomi tipici compaiono poco dopo l’assunzione del latte, latticini o alimenti che presentano latte o derivati tra i componenti, e sono: crampi addominali, meteorismo, diarrea, sensazione di ripienezza gastrica persistente, nausea.

Esiste una forma congenita ed una acquisita. La forma congenita è molto rara, specie in Europa, e non si manifesta prima dei 4-5 anni di età.

Quando i sintomi dell’intolleranza al lattosio si manifestano nel lattante bisogna tener presente che talvolta nelle prime settimane di vita le lattasi non risultano ancora mature, pertanto l’alimento non va eliminato del tutto. L’intolleranza al lattosio può comparire anche dopo una gastroenterite che altera l’attività della lattasi, in questo caso i sintomi da assunzione di latte e derivati possono comparire anche a distanza di tempo, ma si tratta comunque di una condizione reversibile.

La diagnosi

L’unico strumento diagnostico affidabile è l’H2 Breath Test, un test del respiro che misura l’H2 nell’aria espirata dopo l’assunzione di latte. In caso di carenza di lattasi (intolleranza) si registra un aumento della concentrazione di H2 nell’aria espirata.

La terapia consiste nel non assumere latte e derivati.

(1) Asia Pac J Clin Nutr. 2015 Dec;24 Suppl 1:S9-S13. doi: 10.6133/apjcn.2015.24.s1.02.
Lactose intolerance.
Vandenplas Y1.

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